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giovedì 14 novembre 2013

The Legend of Zelda: A Link Between Worlds (3DS) - La nostra Recensione

Sono passati circa quattro anni dall'ultimo capitolo di Zelda pubblicato su handheld Nintendo, nello specifico Spirit Tracks su NDS, e la compagnia di Kyoto, forte di una base installata mostruosa di 3DS, se ne esce fuori con un seguito di A Link to The Past, uno dei capitoli più amato dai fan della quasi 30ennale saga adventure. A Link Between Worlds, sempre dello studio EAD, è veramente un titolo originale è un remake mascherato da seguito?

La storia siamo noi
 
Un bel mattino il nostro Link viene svegliato dal suo amico Grì dopo che un brutto incubo ha scombussolato il suo umore: il nostro eroe è stanco ed un urlo straziante di una donzella (magari una principessa?) echeggia in uno sfondo infernale. Il piccolo vicino ci urla di svegliarci visto che Link è l'apprendista del fabbro del luogo (padre di Grì) ed il duro lavoro inizia già dall'alba. Le prime impressioni usciti dalla nostra bicocca sono le più familiari ed indimenticabili di sempre: fare casino! Lanciare giare e infastidire le galline è un punto cruciale di ogni titolo della serie e questo Zelda non ci delude affatto. Il plot narrativo, nelle prime fasi del gioco, è piuttosto sbrigativo, infatti, in breve vi ritroverete in mano una spada ed uno scudo per cercare di risolvere una brutta situazione. Il nemico del gioco si chiama Yuga e si presenta trasformando il Capitano delle Guardie del Castello di Hyrule in un affresco. La sua brama si rivela quella di ottenere i poteri di Ganon, sconfitto ormai da tempo dai Sette Saggi: il cattivo ha bisogno del potere sei sette discendenti per invocare il malvagio stregone ed ottenere la sua forza. La vera epopea del nostro eroe parte, in realtà, da quando Yuga imprigiona in un quadro la bella Principessa Zelda: da questo punto in poi si aprono le porte del Mondo d'Ombra. Il solare e gioioso Regno di Hyrule è quasi strutturato come se fosse un grande tutorial: partirete con spada e scudo incorrendo in vari personaggi che vi doneranno i loro accessori per poter proseguire nella vostra avventura. Uno di questi, Lavio, si presenta come un ottimo venditore che vi metterà a disposizione tutti gli strumenti tipici della serie: bombe, rampino, martello e così via. A differenza degli altri capitoli, però, all'inizio potrete solamente noleggiare gli oggetti: potrete affittare tutto quello che volete (ci sono cascate di rupie che vi attendono là fuori) ma, se i vostri cuori raggiungeranno lo zero il fido uccellino di Lavio vi requisirà tutto, obbligandovi a dover incorrere in una nuova spesa. L'utilizzo di ognuno di essi è legato ad una barra che energia che si ricaricherà nel tempo. Nella prima parte non ci sono grossi pericoli in quanto la difficoltà del gioco è piuttosto bassa: i nemici sono tanti ma semplici da abbattere ed i Boss che affronterete non sono un vera e propria sfida. Le cose cambiano però quando arriverete a Lorule, il Regno d'Ombra. Lavio vi darà la possibilità di acquistare in maniera definitiva tutto quello che volete anche se il prezzo lieviterà non poco. Non solo. Le schiere di nemici che vi si pareranno davanti sono ben più forti di prima ed oltretutto vi arrecheranno più danni. 


Paese che vai, usanze che trovi

Lorule è agli antipodi rispetto ad Hyrule: sono le due facce della stessa medaglia. Il Mondo d'Ombra è una terra devastata dalla malvagità e dalla...scortesia. I cittadini "paralleli" non vi accoglieranno con parole benevole ma anzi vi tratteranno in maniera lasciva e scorbutica. La speranza è stata completamente sostituita dalla disperazione ed il saturo verde di Hyrule è sostituito da tonalità più grigie e cupe. I primi tre dungeon che affrontere prima di passare "al lato oscuro" sono solo una prova di coraggio utile, come già detto, a farvi prendere confidenza con comandi e strategie di attacco. Sparsi per la mappa ci sono dei segnavento che fungeranno da save points: attivatene uno e, oltre a salvare, creerete un punto da utilizzare per gli spostamenti veloci. Il passaggio da un Regno all'altro è possibile grazie a delle fessure in cui potrete entrare dopo che Yuga, alla fine di un combattimento vi tramuterà in un affresco ma, grazie ad un braccialetto, potrete ritornare alla vostra normale forma quando vorrete. D'ora in poi dovrete pensare in due dimensioni per poter proseguire nel gioco. Un baratro non vi consente di arrivare alla fine di un corridoio? Trasformatevi e mettettevi a camminare di lato come se foste l'animazione di un geroglifico. Il level design dei dungeon (e non solo) è legato fortemente a questa feature peculiare del titolo ma il problema è che il tutto sa comunque di già visto. La mappa del gioco, quella di Hyrule, è praticamente identica al vecchio A Link to the Past mentre quella di Lorule differisce, ma di ben poco. Le analogie con il gioco uscito originariamente su SNES sono molte oltre alla mappa: il plot narrativo è simile come anche il passaggio ad un universo parallelo. Narrativamente parlando, ALBW è ambientato 6 generazioni dopo ALttP ma sembra una semplice scappatoia di Nintendo per utilizzare il sostantivo "seguito".



A Link Between 3DS

A Link Between Worlds è una gioia per gli occhi. Lo spirito della serie è perfettamente riproposto è viene esponezialmente moltiplicato dalle capacità tecniche del 3DS. La visuale a volo d'uccello rimane come simbolo delle versioni portatili della saga ma grazie all'abilità di "appiattirsi" sulle pareti, gli oggetti tridimensionali sono molto più palpabili che in passato. L'effetto 3D stereoscopico non aggiunge niente al gameplay ma risulta molto piacevole e mai fastidioso anche attivato al massimo. Le musiche e gli effetti sonori sono sempre al top come ci si aspetta da ogni produzione Nintendo, soprattutto riguardo a quelle di Zelda. La longevità, nonostante la repentina partenza, è ottima grazie anche agli "obiettivi" secondari che vi saranno offerti: potrete potenziare la Master Sword con dei rari minerali da scovare e, in entrambi i Regni, sono nascosti 50 cuccioli di piovra da riportare alla loro madre che in cambio potenzierà in maniera permanente uno strumento a vostra scelta di quelli che avete nell'inventario.



Che dire, A Link Between World è un'operazione coraggiosa da parte di Nintendo. Il titolo è ottimo, ma per i giocatori navigati la sensazione di déjà vu è una presenza incombente. La strategia di proporre un remake (come anche The Wind Waker) camuffato da titolo originale in attessa del nuovo Zelda destinato a Wii U sembra la risposta più ovvia alla domanda "perchè proprio ora?". D'altro canto quelli che non hanno mai messo le mani su A Link to the Past si troveranno davanti un'avventura che li appagherà dall'inizio alla fine. Consiglio a quelli che conoscono a menadito gli anfratti di Hyrule di aspettare, magari, un abbassamento di prezzo, mentre per i neofiti della serie l'acquisto è obbligatorio, insieme ad un punto in più sulla valutazione finale.

Voto 7,5/10